La Sala dei Melograni fa parte dell' appartamento denominato "Chatel d'argent" e prende nome dai melograni che, insieme ad altre piante e frutti quali cacao, fragole e garofani sono rappresentati nella tappezzeria dipinta sulle pareti ad imitazione di un prezioso e ricco tessuto. La volta è dipinta con decorazione policroma ma leggera con una ricca varietà di volute di foglie d'acanto, girali, pelami e piccoli paesaggi sospesi. Si tratta di una felice invenzione di Pietro Antonio Pozzo, molto simile alla decorazione eseguita dallo stesso pittore nella volta del salottino dell'appartamento di ponente della palazzina di caccia di Supinigi. Le mantovane di damasco verde furono eseguite per le finestre di questa sala nel secolo XVIII, il pavimento è in cotto piemontese del secolo XVIII. |
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La Sala dei Trofei prende il nome dai trofei dipinti nelle lunette che si aprono nella volta al centro delle pareti. Stucchi di pregevole fattura incorniciano lunette e spicchi della volta. Negli angoli ricche cornici di stucco racchiudono otto dipinti a soggetto floreale del secolo XVIII. Sotto questi sono in parte visibili altri dipinti più antichi aventi come soggetto gruppi di putti. Il centro della volta, sempre incorniciato di stucchi della fine del secolo XVII, reca dipinte figure allegoriche. Il camino è in marmo grigio di Valdieri (sec. XVIII), il pavimento in cotto piemontese del sec. XVIII. I Conti di Biandrate usavano questa sala per i giochi: fino a trentanni fa ospitavano un biliardo del settecento. |
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La Sala delle Chimere fa parte dell'appartamento detto di "Chatel d'argent" e prende il suo nome dalle chimere che si affacciano discrete e leggere in mezzo ad altre leggiadre e lievi decorazioni che ornano la volta: opera di Pietro Antonio Pozzo che dipinse con argomentazioni simili la seconda camera da letto dell'appartamento di ponente nella palazzina di caccia di Stupinigi.
In origine le pareti erano rallegrate da tessuto color crema ricamato a piccoli mazzolini di fiori di lana policroma secondo il decoro comunemente denominato "a bandiera". |
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La Sala degli Aironi fa parte dell'appartamento "bianco e blu" e prende il nome dagli aironi in volo tra conifere, spirali e viticci che decorano le pareti. Il lampadario, antica opera di artigiani di Murano, proviene dalla sede dell'ambasciata di Russia presso la corte Sabauda a Torino. In questa sala venivano abitualmente ricevute le principesse di casa Savoia in visita alle contesse di Biandrate. |
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La Sala delle Conchiglie prende il nome dalle quattro grandi conchiglie in stucco parzialmente dorato che ornano gli angoli della volta. Le decorazioni pittoriche sono della fine del sec. XVIII, in origine le pareti erano ornate di damasco di seta. Il pavimento è in coccio pesto, il camino in marmo rosso di Alzo: sopra il camino all'interno della cornice ovale è visibile parte di un affresco del sec. XVII. Sulle pareti sono dipinte le sagome dei divani: sia le decorazioni pittoriche che le specchiere originali combaciavano con gli arredi del salotto. |
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